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Project Mulberry, il sorpasso a sinistra di Apple nel campo dell’Ai

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Un bel sorpasso a sinistra, dove c’è una corsia libera, per far dimenticare quel che è accaduto con Apple Intelligence e dimostrare che Apple sa ancora come fare le cose. È questo il disegno che si sta delineando nelle stanze di Cupertino.

Il campo meno affollato dove Apple può muoversi liberamente e con autorevolezza, forte di un presidio costruito negli anni, è quello della salute. Qui, dove le altre big tech arrancano o si disinteressano, Apple prova a giocare la carta dell’intelligenza artificiale.

Siri resta indietro, mentre gli altri sperimentano strumenti conversazionali complessi e reattivi? Ecco allora il fronte dell’integrazione tra dati, dispositivi e benessere personale, dove Apple non ha rivali e dove l’intelligenza artificiale potrebbe fare davvero la differenza, dando nel contempo un nuova spinta e un altro senso ad Apple Watch, iPhone e AirPods.

Project Mulberry: l’Ai per la salute

Il nome da ricordare è Project Mulberry. Come racconta Mark Gurman nella sua newsletter domenicale, l’AI sarà in azione qui, ma non per generare testo: il suo compito sarà interpretare i segnali del corpo umano e dare suggerimenti, assistere la vita di tutti i giorni. Un compito che l’app Salute già svolge in parte, ma che l’AI potenzierà trasformandola in un alleato quotidiano per la prevenzione.

L’ambizione di Apple nel campo della salute, del resto, non è nuova. Da anni si parla del sogno — finora non realizzato — di trasformare l’Apple Watch in un “laboratorio da polso”.

Un’idea suggestiva, ma ancora lontana: l’app Salute è ben distante dal poter essere una base di questa aspirazione. Altri elementi, come quello il sensore non invasivo per il monitoraggio della glicemia, sono in sviluppo addirittura da oltre 15 anni (e avviato quando Steve Jobs era ancora in vita). L’obiettivo sarebbe avvisare l’utente in caso di prediabete, ma si tratta ancora di una idea che se non è solo sulla carta, è ben distante dall’essere realtà così come lontana, forse non lontanissima, appare anche la misurazione della pressione arteriosa.

In questo contesto, Project Mulberry rappresenta una svolta più concreta, costruita su ciò che Apple può già fare oggi: sfruttare i dispositivi esistenti, riorganizzare i dati e guidare l’utente, giorno per giorno, in un percorso di consapevolezza.

Esempi concreti: dal battito al piatto

Ma come funzionerà Project Mulberry?

Lo scenario potrebbe essere questo: l’app nota un’anomalia nella frequenza cardiaca a riposo. Oltre a segnalarla, offre un video con uno specialista che spiega le possibili cause e cosa fare. Oppure rileva una riduzione costante dell’attività fisica? Propone un contenuto con un fisioterapista che illustra esercizi semplici da fare a casa o in ufficio.

Con Mulberry sarà centrale anche il monitoraggio dell’alimentazione. Non si tratterà solo di registrare dati, ma di interpretarli. L’AI potrà riconoscere abitudini sbilanciate — come un eccesso di zuccheri o caffeina — e proporre alternative, supportate da contenuti video realizzati con nutrizionisti.

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Sensori, Ai e volto umano

Come detto, in gioco ci saranno prima di tutto i prodotti hardware di Apple in funzione di sensori. Per l’attività fisica ad esempio, si sperimenta l’uso della fotocamera dell’iPhone per analizzare la postura e la tecnica durante l’allenamento.

Fondamentale sarà anche l’Apple Watch, che raccoglie già una mole impressionante di informazioni sull’attività quotidiana. E poi ci sono gli AirPods, che — secondo indiscrezioni — in futuro potrebbero integrare anche fotocamere, diventando veri sensori ambientali in tempo reale dando un’occhio, letteralmente, a tutto quel che facciamo.

Accanto ai sensori ci sarà, appunto,  l’AI che metterà in relazione le informazioni per individuare i segnali e le tendenze rischiose ed intervenire prima, in uno sforzo che potremmo definire “educativo”.

In campo non ci sono solo macchine e AI. Apple sta coinvolgendo direttamente medici, nutrizionisti, psicologi e fisioterapisti: saranno loro a contribuire all’addestramento dell’algoritmo. I video informativi, con volti reali, dovrebbero essere girati ad Oakland in California dove Apple starebbe per aprire uno studio di produzione a questo scopo.

E per rendere l’esperienza ancora più accessibile, l’azienda sta valutando l’introduzione di un “volto medico” che guidi l’utente nell’interazione con la piattaforma.

In arrivo nel 2026 ma con qualche incognita

Alla guida del progetto Mulberry c’è Sumbul Desai, medico e responsabile del team salute di Apple da diversi anni. Accanto a lei anche Jeff Williams, chief operating officer Apple.

Mulberry è oggi una delle iniziative più rilevanti di tutto il gruppo salute: la quasi totalità delle risorse è concentrata qui. Un impegno che riflette la volontà di non ripetere gli errori del passato, come quello di un’app — poi ritirata — pensata per mettere in contatto gli utenti con medici reali.

Il rilascio della prima versione del progetto è previsto con iOS 19.4, atteso tra la primavera e l’estate del 2026 ma va ricordato che molte funzionalità legate alla salute, soprattutto quelle più avanzate o legate alla diagnostica, potrebbero essere disponibili solo negli Stati Uniti. Le differenze normative, i meccanismi di approvazione medica e i requisiti di certificazione variano da Paese a Paese, e Apple dovrà adattare ogni nuova funzione al contesto locale.

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Sumbul Ahmad Desai, Vice President of Health di Apple

L’oceano blu e la scomessa da giocare

In conclusione e al di là di ogni elemento pratico ed funzionale, quel che questa storia ci racconta è che Apple non rinuncia all’AI generativa, che resta centrale nella sua strategia futura. Ma mentre lavora per colmare il divario con i concorrenti, sceglie di applicare l’intelligenza artificiale in un ambito dove ha esperienza, controllo e credibilità: la salute.

Project Mulberry è, per Apple, un “oceano blu”: uno spazio ancora poco esplorato, dove la concorrenza è limitata e le aspettative non ancora dettate da standard. Invece di inseguire l’AI che parla, Apple prova a costruire un’AI che ascolta, osserva, consiglia.

Se questa nuova traiettoria sarà davvero efficace lo scopriremo solo più avanti. Apple ha già fallito in passato con alcune app per la salute, e l’intelligenza artificiale resta, per ora, un terreno dove l’azienda è in rincorsa. Project Mulberry potrebbe essere una svolta. Oppure solo un’altra promessa in attesa di essere mantenuta.

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